Esiste un Piemonte del vino fatto di grandi Barolo e Barbaresco, di lunghi affinamenti e bottiglie destinate a sfidare il tempo. Ma esiste anche un Piemonte più quotidiano, quello delle tavole imbandite, delle trattorie di paese e dei vini che accompagnano il pasto senza chiedere di esserne protagonisti assoluti.
Il Dolcetto d'Alba DOC Campot 2024 di Castello di Verduno appartiene a questa seconda anima delle Langhe, interpretandola con la precisione e la sensibilità di una cantina profondamente legata alla storia viticola piemontese.
È un vino che non cerca la concentrazione a ogni costo. Punta piuttosto sulla riconoscibilità del vitigno, sulla nitidezza del frutto e sull'equilibrio tra struttura, tannino e piacevolezza.
Un Dolcetto autentico, capace di dimostrare quanto possa essere interessante un vino concepito innanzitutto per accompagnare la tavola.
Il vigneto Campot, sulle colline di Barbaresco
Il Campot nasce nel territorio comunale di Barbaresco, su una parcella posta a circa 280 metri di altitudine e caratterizzata da esposizione sud-est.
Il vigneto si estende per circa 0,54 ettari, su terreni chiari di matrice calcareo-argillosa, particolarmente significativi per il carattere dei vini prodotti in questa parte delle Langhe.
Il nome Campot richiama gli appezzamenti collocati in posizione elevata, dove esposizione e condizioni pedoclimatiche contribuiscono alla maturazione delle uve.
In questo contesto Castello di Verduno coltiva il Dolcetto con la stessa attenzione riservata al Nebbiolo, riconoscendo al vitigno una personalità autonoma e un ruolo importante nella cultura enologica locale.
Vinificazione e affinamento
Le uve Dolcetto vengono raccolte manualmente, con selezione dei grappoli e trasporto in piccole cassette.
La fermentazione si svolge in contenitori di acciaio, con macerazione sulle bucce e follature manuali periodiche. La documentazione disponibile per il Campot indica una macerazione di circa 9 giorni.
Il vino prosegue la maturazione in acciaio, senza ricorso a barrique o piccoli contenitori di legno, per preservare il carattere varietale e la fragranza aromatica del Dolcetto.
Segue un periodo di affinamento in bottiglia prima della commercializzazione.
Questa impostazione permette di ottenere un rosso nel quale il frutto rimane centrale, accompagnato da una struttura tannica riconoscibile e da una piacevole impronta territoriale.
Profilo sensoriale
Colore
Rosso rubino intenso e brillante, con riflessi violacei che ne sottolineano la giovinezza.
Profumo
Il bouquet si apre su richiami di ciliegia matura, piccoli frutti rossi e prugna, accompagnati da delicate sensazioni floreali di viola. Sullo sfondo emergono leggere sfumature speziate.
Gusto
Al palato mostra una struttura equilibrata, con un frutto ben presente e una trama tannica vivace ma armonica. La freschezza sostiene la bevuta, mentre il finale lascia una piacevole sensazione asciutta e una sottile sfumatura amarognola, caratteristica del Dolcetto.
Un rosso sincero, dal carattere conviviale e dalla buona versatilità gastronomica.
Abbinamenti: il Dolcetto nasce per la tavola
Il Campot 2024 è un vino che trova la propria dimensione naturale accanto al cibo. Non richiede preparazioni complesse: esprime il meglio della propria personalità proprio nella cucina quotidiana, quando il vino diventa parte dell'esperienza gastronomica.
Abbinamenti consigliati:
Antipasti piemontesi: vitello tonnato, battuta di Fassona e carne cruda all'albese.
Primi piatti: agnolotti del plin, tajarin al ragù di carne e lasagne al forno.
Carni: arrosto di vitello, coniglio in casseruola e pollo alle erbe.
Salumi: salame crudo piemontese, salumi artigianali e taglieri misti.
Formaggi: tome di Langa e formaggi di media stagionatura.
Cucina informale: pizza con salumi e funghi, focacce farcite e preparazioni rustiche.
Temperatura di servizio consigliata: 16–18 °C, in un calice da rosso di media ampiezza.
Perché scegliere il Dolcetto d'Alba Campot 2024
Perché racconta una parte delle Langhe che merita di essere riscoperta.
Castello di Verduno è conosciuto per i suoi Barolo e Barbaresco, ma il Campot dimostra che la cura dedicata ai grandi vigneti può esprimersi anche attraverso vini più immediati e accessibili.
È una bottiglia adatta a chi desidera avvicinarsi ai rossi piemontesi, ma anche a chi conosce già il territorio e cerca un Dolcetto fedele alla propria identità.
Un vino da stappare senza cerimonie, da condividere a tavola e da apprezzare per ciò che sa essere: un'espressione autentica del Piemonte viticolo.
Domande frequenti sul Dolcetto d'Alba Campot 2024
Il Dolcetto d'Alba Campot 2024 è un vino dolce?
No. Nonostante il nome del vitigno, il Dolcetto d'Alba è un vino rosso secco. Il Campot di Castello di Verduno presenta un carattere fruttato, una trama tannica riconoscibile e un finale asciutto.
Qual è la differenza tra Dolcetto e Nebbiolo?
Sono due vitigni piemontesi distinti. Il Dolcetto viene generalmente apprezzato per la sua immediatezza, i profumi di frutta rossa e la vocazione gastronomica. Il Nebbiolo presenta spesso maggiore acidità, un profilo aromatico differente e, nelle grandi denominazioni, una spiccata predisposizione all'invecchiamento.
Il Campot 2024 affina in legno?
No. Il vino matura in contenitori di acciaio, una scelta che permette di preservare i profumi varietali e l'espressione del frutto.
Dove viene prodotto il Dolcetto d'Alba Campot?
Le uve provengono dal vigneto Campot, situato nel comune di Barbaresco, nelle Langhe piemontesi. Il vino è prodotto da Castello di Verduno.
Con quali piatti si abbina il Campot 2024?
È particolarmente adatto ad antipasti piemontesi, salumi, paste al ragù, arrosti, carni bianche saporite e formaggi di media stagionatura.
Il Dolcetto d'Alba Campot è un vino da invecchiamento?
È pensato soprattutto per essere apprezzato nei primi anni dalla vendemmia, quando mantiene in primo piano il carattere fruttato e la piacevolezza del sorso.