L’Azienda Agricola Pazzi nasce nel 1950 da un gesto di coraggio e radicamento. A soli tredici anni, Marcello Pazzi lascia Monterubbiano, piccolo borgo marchigiano, per trasferirsi con la famiglia a Tolena, ai piedi di Castellina in Chianti. Sono anni di sacrifici e mezzadria, di lavoro duro e silenzioso tra filari e stagioni, in un territorio che diventerà casa. Con determinazione e pazienza, la famiglia riesce a comprare il podere che ancora oggi rappresenta il cuore dell’azienda: un luogo vissuto, custodito e tramandato.
Oggi l’azienda è guidata dal figlio Gabriele, che segue personalmente ogni fase del lavoro, dalla vigna alla cantina. Con soli tre ettari vitati, la realtà Pazzi rimane volutamente familiare e indipendente: dimensioni contenute per garantire controllo totale, rispetto del ciclo vegetativo e interventi minimi, senza forzature esterne. La filosofia è semplice e profonda: accompagnare la natura, non dominarla.
La terza generazione è rappresentata da Danilo, nipote di Marcello. Cresciuto tra i vigneti, sceglie di trasformare la passione in competenza, studiando prima all’Istituto Tecnico Agrario di Siena e poi Viticoltura ed Enologia a Firenze. Il suo sogno è chiaro: imbottigliare il vino di famiglia. Nel 2020 convince il padre a selezionare le migliori uve per il primo Chianti Classico firmato Pazzi, seguendo ogni passaggio fino alla bottiglia.
L’etichetta raffigura “Casa Pazzi”, con la porta blu dietro cui avviene la vinificazione. I tre colori scelti richiamano i colori primari ma soprattutto le tre generazioni che hanno reso possibile questo traguardo. È la sintesi visiva di una storia di radici, passione e continuità.
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Regione
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Toscana
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Anno fondazione
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1950
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Produzione annua
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Enologo
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Indirizzo
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L’Azienda Agricola Pazzi nasce nel 1950 da un gesto di coraggio e radicamento. A soli tredici anni, Marcello Pazzi lascia Monterubbiano, piccolo borgo marchigiano, per trasferirsi con la famiglia a Tolena, ai piedi di Castellina in Chianti. Sono anni di sacrifici e mezzadria, di lavoro duro e silenzioso tra filari e stagioni, in un territorio che diventerà casa. Con determinazione e pazienza, la famiglia riesce a comprare il podere che ancora oggi rappresenta il cuore dell’azienda: un luogo vissuto, custodito e tramandato.
Oggi l’azienda è guidata dal figlio Gabriele, che segue personalmente ogni fase del lavoro, dalla vigna alla cantina. Con soli tre ettari vitati, la realtà Pazzi rimane volutamente familiare e indipendente: dimensioni contenute per garantire controllo totale, rispetto del ciclo vegetativo e interventi minimi, senza forzature esterne. La filosofia è semplice e profonda: accompagnare la natura, non dominarla.
La terza generazione è rappresentata da Danilo, nipote di Marcello. Cresciuto tra i vigneti, sceglie di trasformare la passione in competenza, studiando prima all’Istituto Tecnico Agrario di Siena e poi Viticoltura ed Enologia a Firenze. Il suo sogno è chiaro: imbottigliare il vino di famiglia. Nel 2020 convince il padre a selezionare le migliori uve per il primo Chianti Classico firmato Pazzi, seguendo ogni passaggio fino alla bottiglia.
L’etichetta raffigura “Casa Pazzi”, con la porta blu dietro cui avviene la vinificazione. I tre colori scelti richiamano i colori primari ma soprattutto le tre generazioni che hanno reso possibile questo traguardo. È la sintesi visiva di una storia di radici, passione e continuità.